I tre assi di Salvini per la Calabria

Il vicepremier lavora per “andare a comandare” anche nel profondo Sud. Sondaggi riservati gli danno ragione. E sonda la disponibilità di nomi di peso e prestigiosi. Per la presidenza della Regione che verrà in pole un chirurgo, un magistrato e un giornalista

 Li guarda e li riguarda i sondaggi riservati che ha sul tavolo e sorride sornione, Matteo Salvini. Che con la “scusa” dell’Abruzzo (stravinto) ha poi fatto sondare gli umori certo di Sardegna e Basilicata (urne imminenti) ma anche di altre regioni con elezioni un po’ più in là. Calabria compresa. E i numeri sorridono e sorride di più lui, racconta chi gli gira attorno, quando gli ricordano di accordi presi con il centrodestra per far spazio ad altri, «ma quali accordi, doppiamo tutti». E così, con la metafora delle “ruspe” come icona pragmatica, il vicepremier lavora sottotraccia con il braccio destro (e sinistro) Giorgetti al potere nel Sud che verrà. Non che la Calabria sia il suo primo pensiero la mattina, sia ben chiaro. Ma non è neanche l’ultimo perché sa bene forse più di altri, Salvini, che questa è terra viscida e insidiosa se non la si comanda per davvero. Può riservare anche sorprese. Sonda, il ministro degli Interni. Sonda la disponibilità di candidature eccellenti e prestigiose per le elezioni regionali calabresi. Naturalmente per vincerle e portare in Cittadella la sua bandiera. Sono tre al momento gli assi nella manica di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Galanteria vuole che si parta da una donna. “Avvicinata” a dicembre ma corteggiata da tempo. Una vecchia conoscenza proprio di Salvini, compagni di microfono a Radio Padania. Poi la dottoressa di origini calabresi (genitori calabresissimi e residenti in Calabria) ha fatto carriera ed è diventata un chirurgo di prestigio a Monza. Di quelli che vanno per la maggiore. «Se accetta è fatta» confessa uno del cerchio magico. «È una di quelle figure che nobilitano l’immaginario dei calabresi». E sì perché i calabresi che “ce la fanno” e sbancano con le loro professioni (rigorosamente fuori dalla Calabria) rappresentano forse l’ultima scommessa dietro le urne e Salvini questo lo sa benissimo. E si va di prestigio, allora. Come ne ha tanto da spendere il secondo asso (che in realtà non è secondo a nessuno) nella manica del vicepremier. Il consigliere di Stato e magistrato del Tar Giuseppe Chinè. Tanto giovane e griffato quanto già navigatissimo. Attualmente è capo di gabinetto del ministro dell’Istruzione Bussetti ma è quotato anche per il suo passato. Giorgetti lo conosce dai tempi del ministero del Tesoro guidato da Tremonti, prima di lavorare a gomito stretto con Lorenzin al ministero della Salute. Forti le radici calabresi di Chinè, che è di Bovalino. È figlio del dirigente scolastico Bruno Chinè, noto uomo di cultura della Locride e dell’insegnante Edvige Giurato. Viene annualmente a Bovalino a passare le ferie estive. Per oltre quindici anni è stato magistrato amministrativo e, ancor prima, magistrato ordinario. Dal 2011 al 2013 ha guidato anche l’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia e delle Finanze e, dal 2009 al 2010, quello del ministero per la Semplificazione normativa.

«Magari si lasciasse convincere» fa la voce di cui sopra. «Giorgetti non pensa ad altro per la Calabria. È quotatissimo e vorrei vedere solo chi avrebbe il “coraggio” di sfidarlo…». In attesa che il chirurgo o il magistrato decidano se provare a “salvare” la loro terra Matteo Salvini tiene “in panchina” il suo terzo asso. Anche questo un nome forte e di peso. Un noto giornalista di fama nazionale di origini, evidentemente, calabresi. Anche in questo caso per “vincere facile” sul terreno della Calabria e dei calabresi che sono la “meglio gioventù” fuori regione ma che avrebbero rischiato di rimanere “inbaggiati” se fossero rimasti nella loro terra. «Se la giocherà con questo slogan, Matteo – chiude la “gola profonda” -. La Calabria ai veri calabresi che hanno fatto successo fuori e ora si mettono a dare una mano alle loro origini…».

 

d.m.