Sicurezza, Calabria contro decreto: sì della Regione a ricorso Consulta

Oliverio: provvedimento fortemente discriminatorio nei confronti di persone, immigrati regolari, che non potranno godere di diritti fondamentali

La Regione Calabria e’ pronta a impugnare il Decreto Sicurezza alla Corte costituzionale, unendosi alle altre Regioni che hanno manifestato questo orientamento. Lo ha annunciato il governatore calabrese Mario Oliverio, che oggi, in una dichiarazione, ha ribadito “le preoccupazioni e le perplessita’ rispetto a un provvedimento fortemente discriminatorio nei confronti di persone, immigrati regolari, che non potranno godere di diritti fondamentali”, esprimendo “pieno sostegno agli atti di disobbedienza annunciati e praticati da diversi sindaci italiani”. Oliverio ha poi detto che “assieme ad altre Regioni del nostro Paese, che in questi giorni stanno evidenziando le nostre stesse preoccupazioni, promuoveremo tutte le azioni utili, anche facendo ricorso alla Corte costituzionale, al fine di stoppare una legge che – ha concluso il governatore della Calabria – viola diversi trattati internazionali sui diritti umani e i principi fondanti la nostra Costituzione”. Su questa posizione si era schierata, questa mattina, anche la Cgil calabrese, che attraverso il segretario generale Angelo Sposato aveva chiesto alla Regione di valutare un ricorso alla Consulta contro il Decreto Sicurezza. Nei giorni scorsi anche alcuni sindaci calabresi si erano schierati a sostegno dei colleghi contro il provvedimento del ministro dell’Interno Salvini: il primo cittadino di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, tra i primi a “disobbedire”, ha evidenziato “un problema di metodo, che riguarda l’assoluta mancanza di confronto istituzionale con i territori, e un problema di merito sulla questione dei migranti”, mentre il presidente dell’Anci Calabria, Gianluca Callipo, ha invitato il governo e il ministro Salvini a “non liquidare la protesta dei sindaci con dichiarazioni semplicistiche”. Da tempo critico con il Decreto Sicurezza e’, inoltre, il sindaco, oggi sospeso, di Riace, Domenico Lucano, diventato negli ultimi anni simbolo delle politiche di accoglienza e integrazione dei migranti.