San Giovanni ritorna “Stalingrado”. Con tre messaggi dentro…

Clamorosa partecipazione alla convenzione del Pd in vista del congresso nazionale (plebiscito per Zingaretti). Ma come non leggere il voto anche come un “cazzotto” al commissario e un altro a chi (nel parito) spera di colpire il governatore per vie giudiziarie...

Quasi 500 persone a votare per la “convenzione del Pd”. Nel cuore della Sila e nel cuore dell’inverno. Roba che se lo ripeti due volte e lo ripeti, soprattutto, di questi tempi, fai fatica solo a crederci oltreché rischiare di essere deriso. Non solo per lo scarsissimo appeal contemporaneo del Pd, a tutte le latitudini. Quanto perché la macchina farraginosa del congresso nazionale mette in fila più liturgie che papi. E la noia si estende. Non a San Giovanni in Fiore, a quanto pare. Il “cuore rosso” della Sila, la “Stalingrado” solo un po’ sbiadita negli ultimi anni e di colpo, prima di Natale, autorigeneratasi come “fortino” di Mario Oliverio. È qui che il governatore ha dovuto gioco o forza piazzare tende senza poterle smontare per ora, la vicenda giudiziaria che lo coinvolge è certamente più nota delle convenzioni del Pd. Ed è qui, sempre a San Giovanni in Fiore innevata e fredda, che si respira un’aria persino nuova e “battagliera” ma non ottusa né fessa. La partita (quella di Mario Oliverio) è lunga e complessa eppure il calore attorno a lui non è viscido né fuorviante. E lo si è capito sin dal primo “abbraccio” sotto le feste di Natale, una sorta di auguri di massa con il circolo del Pd strapieno e il governatore ad alzare i decibel dal microfono. Con questo “quadretto” sullo sfondo San Giovanni in Fiore fa “omaggio” alle convenzioni del Pd con un bagno di popolo e di voti che il Nazareno farà fatica ad archiviare. Quasi 500 votanti in un paese rigoglioso e orgoglioso sì, ma rattrappito e freddo nel cuore dell’inverno. Tanti voti e tantissimi, manco a dirlo, per Nizola Zingaretti (402 per lui contro “tracce” di Martina, 11, e di Giachetti, 3). Ed è questo il primo dei tre messaggi che partono dalla “Stalingrado” dei boschi. Un tributo a Zingaretti che poi vuol dire affidarlo proprio a lui, a Mario Oliverio. Che non ha mai preso posizione mediatica evidente a proposito del congresso nazionale ma San Giovanni, per l’appunto, non è fessa. E sanno bene da queste parti con chi sta e sin dall’inizio, il governatore, in questa disputa nazionale. Sin dall’inizio e sin da quando c’era pure la “maschera” di Marco Minniti in campo, prima del clamoroso (?) ritiro dalla corsa congressuale.

Secondo messaggio che parte da San Giovanni in Fiore, un cazzotto di benvenuto al neo commissario del Pd Stefano Graziano (Oliverio ha abbandonato subito la chat whatsapp creata proprio dal commissario con i consiglieri regionali). Questi 500 voti dal ventre della Sila sono (anche) per lui, per il commissario, e per chi ha spinto per il congelamento della pratica Calabria. Quasi tutti i circoli di Calabria avevano firmato per il congresso regionale, prima della forzatura di Orfini come atto terminale di un percorso già deciso e consolidato da altri e per altre ragioni.
Terzo messaggio, in formato urbi et orbi che parte da San Giovanni in Fiore. Questo sì destinato solo e soltanto alle “viscere” del Pd e dei suoi notabili. E a chi soffia o semplicemente spera di archiviare la pratica Oliverio per via giudiziaria. Spesso nel silenzio, o con il silenzio. Que voti, 500 in fila e al freddo, dicono esattamente il contrario invece. Che l’iter giudiziario farà il suo percorso e che nel frattempo c’è politica da consumare in mezzo. Politica e regnanza. Altre vie, o scorciatoie, non se ne intravedono per liquidare pratiche…
I.T.