Rogo di San Ferdinando, la Procura sta valutando il dolo

Subito dopo la morte del diciottenne gambiano Souaro Jaiteh gli amici avevano detto: lo hanno ucciso

Si sta prendendo in considerazione anche l’ipotesi della natura dolosa dell’incendio che sabato sera, nella tendopoli per migranti di San Ferdinando, ha provocato la morte del diciottenne gambiano Souaro Jaiteh. Secondo notizie apprese in ambienti investigativi, nelle indagini si sta valutando anche la possibilità che l’incendio sia stato appiccato volutamente per provocare la morte di Jaiteh. Intanto, é’ stata trasferita nell’ospedale di Reggio Calabria, dove sarà eseguita l’autopsia, la salma di Souaro Jaiteh, il giovanissimo migrante morto carbonizzato nell’incendio della tendopoli di San Ferdinando. A disporre l’esame autoptico è stato il pm della Procura di Palmi Giuseppe Cappelleri che indaga su quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica all’interno della baraccopoli.

Souaro Jaiteh

A San Ferdinando oltre al fratello del giovane, Soumbu, che vive a Catania, sono giunti anche i genitori del ragazzo non ancora diciottenne che non viveva stabilmente nella tendopoli, essendo inserito nel programma Sprar di Gioiosa Ionica ma vi si recava di tanto in tanto a trovare dei parenti. Intanto è tranquilla stamane la situazione nella tendopoli dopo i momenti di tensione con alcuni cassonetti rovesciati e la protesta pacifica al Municipio di San Ferdinando. A placare gli animi anche la notizia dell’individuazione di un sito alternativo dove saranno sistemati dei container.

 

IL VIDEO DELL’INCENDIO