Ora è ufficiale, Minniti si ritira

Come annunciato l'ex ministro sceglie i quotidiani nazionali per annunciare la marcia indietro. 《Così è insostenibile》

“Quando ho dato la mia disponibilità alla candidatura sulla base dell’appello di tanti sindaci e di molti militanti che mi hanno incoraggiato e che io ringrazio moltissimo, quella scelta poggiava su due obiettivi: unire il più possibile il nostro partito e rafforzarlo per costruire un’alternativa al governo nazionalpopulista”.

Minniti si era candidato il 18 novembre, dopo settimane di difficile riflessione. Ieri sera, a meno di 20 giorni dall’annuncio, è tornato a riunirsi con i suoi fedelissimi, a partire dagli ex senatori Achille Passoni e Nicola Latorre.«In queste condizioni non ha senso andare avanti, rischiamo di prendere il 20%», lo sfogo.

«Tra gli altri candidati alle primarie prevale la preoccupazione per la gravità della situazione. «Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd e stia giocando a un gioco macabro», avverte Nicola Zingaretti. «Distruggerlo ora o puntare a dividere il Pd credo sia un immenso regalo al M5s e a Salvini. E uno sputo in faccia a milioni di elettori». Ironico Francesco Boccia: «Fidarsi di Renzi?È un ossimoro».

Intanto, voci sempre più insistenti, raccontano di un Renzi pronto alla scissione, forte dei sondaggi che danno una neoformazione guidata da lui al 12%- Il nuovo partito sarebbe pronto ad accogliere anche i delusi azzurri. Solo così si spiegherebbe l’incontro nei giorni scorsi con Paolo Romani.