《Mario scusami, mi pento di aver votato Callipo》

Post al veleno di Natale Amantea, storico ex sindaco di Maida, che ha appoggiato proprio il sindaco di Pizzo alle primarie del 2014. Ma la Rete lo unisce nel giudizio anche al sindaco di Soverato, il giovane e promettente Alecci, e all'imprenditore Aquino

Gianluca Callipo e Mario Oliverio

La Rete fa, e la Rete disfa. E soprattutto fa piazza, sviscera, commenta e a volte anche con cognizione di causa. Gianluca Callipo dichiara il suo “amore” per Mario Occhiuto, molla Oliverio e immagina di rappresentare così la centralità (oltre che sua) dei giovani sindaci che badano al sodo ormai? Eccolo servito, al contrario però. Ci pensa il giovane e promettente Alecci, sindaco di Soverato, a mollare un fendente mica male.

Caro Gianluca, questo il senso, come fai a dimenticare e a non riconoscere il lavoro svolto da Oliverio e che tu stesso ai miei occhi hai spesso apprezzato?

Ecco cosa scrive in una nota il primo cittadino di Soverato : “Sono rimasto molto sorpreso dalla decisione del Sindaco di Pizzo Gianluca Callipo di abbandonare il Pd e schierarsi con Mario Occhiuto. Ho avuto modo di conoscere Callipo nella sua funzione di sindaco e di presidente dell’Anci Calabria ed ecco perché la sua scelta mi appare incomprensibile. Da amministratore a diretto contatto con i problemi e i disagi del territorio non può non riconoscere l’oggettivo impegno del presidente della Regione, Mario Oliverio, nel sostegno alle amministrazioni locali in molti settori nevralgici per la vita dei Comuni. Mi riferisco, solo per citarne alcuni, alla gestione dei rifiuti, all’edilizia scolastica, alla riqualificazione dei borghi, alla Protezione civile. La mano della Regione in questi anni si è avvertita in positivo e Callipo stesso ne ha dato atto in diverse occasioni pubbliche.

La contrarietà che oggi manifesta mi lascia molto perplesso e non la condivido, soprattutto perché accompagnata dalla scelta di transitare in un altro schieramento.

Quando in un partito ci sono battaglie da affrontare, diversità di vedute da rappresentare; ciò deve avvenire all’interno, rimboccandosi le maniche, spendendosi per le proprie idee e non cambiando squadra o campo da gioco”

E se poi ci imbattiamo in Rete tra fasce tricolori che non sono più indossate, ancorché storiche, ecco Natale Amantea. Sindaco da una vita di Maida, compagno di Oliverio ai tempi del Pci salvo poi innamorarsi di Callipo alle primarie del 2014. Proprio contro il compagno Mario. Oggi, deluso da Callipo, chiede scusa proprio a Oliverio.

Caro Gianluca, il tuo traghettamento dal PD al centrodestra calabrese mi ha profondamente colpito e nutro un grande pentimento per essermi speso a 360 gradi affinché tu potessi concorrere ad occupare la carica di Presidente della Regione Calabria in occasione delle primarie del PD del 2014.

Sono un pentito e colgo l’occasione per chiedere scusa al Presidente Mario Oliverio, che conosco fin dai tempi in cui ricopriva la carica di Assessore regionale all’Agricoltura negli anni ‘80 e militavamo entrambi nello stesso partito (il PCI), per non aver sostenuto in quell’occasione la sua candidatura alle primarie (pur avendolo poi supportato durante la successiva campagna elettorale).

Non è mai troppo tardi per pentirsi, così da non commettere di nuovo gli errori passati.”

Anche nel cosentino la scelta di Callipo fa discutere. La Rete fa, disfa, e fa piazza. E commenta. E dove non bastano le fasce tricolori, anche ex, ecco il post assai velenoso di un importante imprenditore, Sergio Aquino. Della serie, il Pd inaugura la stagione del lavorare per fotterlo rimanendo pubblicamente dentro, ovviamente riferendosi a Callipo. Sempre meglio che tradirlo, ma non è forse un pò troppo anche per un partito aperto per definizione? Leggiamo il suo post…

“Che in Calabria, come nel resto d’Italia, ci siano tra gli eletti a qualunque livello istituzionale dei veri e propri “artisti” del cambio di casacca non è un mistero.

E che ci siano consiglieri comunali, provinciali e regionali che, senza neppure cambiare casacca, lavorano in effetti per le squadre avversarie è un’altra di quelle cose che tutti sanno.

Gianluca Callipo, invece, inaugura una nuova era della politica: quella nella quale ci si iscrive ad un partito (nel suo caso il PD), si viene eletti nelle sue liste, si diventa con l’appoggio di quel partito un esponente di primo piano dell’Anci e si decide, sempre restando nel PD, di annunciare pubblicamente che si appoggerà, per le elezioni regionali, il candidato del centro destra.

Certo, meglio lui che quelli che lavorano nell’ombra, ma mi sembra davvero troppo anche per un partito che vuole essere “aperto”…