Sanità, o commissario o governatore

Rientra nel decreto l'incompatibilità. Scura, secondo fonti governative, avrebbe comunque le ore contate

Massimo Scura

La notizia era nell’aria da qualche mese. Ovvero da quando la ministra Giulia Grillo aveva dichiarato che era “inammissibile” il doppio rulo governatore-commissario alla Sanità. Ora sarà legge. “Basta con i Presidenti-Commissari ad acta per la sanità. La norma, in un primo momento presente all’articolo 45 del Decreto su Genova e stralciata durante il passaggio del testo al Quirinale, è stata solo rinviata. La bocciatura, infatti, – si legge in un articolo di  Quotidiano sanità – non sarebbe da imputare al contenuto della norma in sé, quanto piuttosto alla sua scarsa attinenza con il provvedimento.

“A confermarlo fonti del Ministero della Salute che sottolineano la volontà da parte della ministra Giulia Grillo di riproporre la tematica già a partire dalla prossima legge di Bilancio. A quanto si apprende, infatti, dalle parti di Lungotevere Ripa sarebbero già pronti alla nomina dei nuovi commissari ad acta per la sanità sia in Molise, dove il ruolo risulta essere ancora vacante, che in Calabria dove verrà sostituito l’attuale commissario Massimo Scura  – si legge ancora – nominato negli anni passati dal Governo Renzi. Prima di procedere alle nuove nomine, però, si vuole mettere mano alla normativa per rivedere ruolo e requisiti dei futuri commissari”.

In Molise i pentastellati hanno accolto la notizia con entusiasmo. “Ora – osservano i Cinquestelle – bisogna lavorare tutti insieme per individuare una figura terza slegata da interessi di bottega e che abbia un profilo istituzionale e professionale tale da ridare ai cittadini fiducia nel sistema sanitario regionale. Una figura che dovrà ascoltare il territorio, le sue particolari esigenze, garantire l’accesso a cure certe e gratuite per tutti. Qualcuno – concludono – che punti senza esitazioni su una sanità pubblica e di qualità. Con un privato che deve affiancare il pubblico, non sostituirlo né tantomeno montargli sulle spalle”. Un po’ meno le altre forze politica.

La norma pone dunque fine a tutte le aspettative del governatore della Calabria Mario Oliverio che da mesi, sulla scorta del doppio ruolo del presidente della Campania De Luca, sperava in nell’investitura di commissario ad acta.