Quell’affondo del pm D’Alessio e Lucano «che non ha dato fastidio alle cosche»    

L'intervista del procuratore di Locri all'agenzia LaPresse probabile obiettivo di una interrogazione parlamentare che sarebbe pronta per il ministro della Giustizia

 Sognando la Dda, verrebbe da dire. In un senso o in un altro. Non c’è molto altro da aggiungere o da ricamare attorno al passaggio saliente dell’intervista che il procuratore di Locri D’Alessio ha rilasciato all’agenzia LaPresse a proposito del clamoroso caso Lucano. «Non pensa che un sistema di accoglienza come quello del sindaco Lucano fosse un contrasto agli interessi della criminalità organizzata di stampo mafioso sul settore?» ha chiesto ad un certo punto l’agenzia al procuratore. Che ha così risposto…«Sul discorso del contrasto e della estraneità della mafia, sinceramente, non posso che essere prudente. Siamo ancora in una fase in cui non è emerso nulla, né in un modo né nell’altro. Se quello di Lucano fosse stato un contrasto fastidioso per la criminalità organizzata di stampo mafioso non credo che sarebbe riuscito a portarlo avanti, che glielo avrebbero fatto fare». Da rileggere in esegesi e alla moviola il passaggio. Non siamo al bar e non sta parlando il primo che passa sul lungomare. Il verbo è del procuratore di Locri che per costituzione dovrebbe avere in qualche modo nel sangue il dna, le movenze, della Locride. Dal momento che a Riace (come nel resto del circondario, verrebbe da dire) nulla si può fare o realizzare se dà fastidio in qualche modo alle cosche perché mai allora si sarebbe edificato il modello Riace? Che poi preso per dialettica negativa il concetto suona più o meno così. Se non si può fare nulla che dia fastidio alle cosche e invece il modello accoglienza ha fatto strada, da quelle parti, allora… Firmato, vale la pena sottilinearlo ancora, la pubblica accusa di Locri che ha per il momento e per altre ragioni convinto il gip a tenere in casa Mimmo Lucano, «sia pure in diretta televisiva nazionale un giorno sì e l’altro pure» fanno notare due deputati “governativi” che poi sono gli stessi che annunciano. «Nei prossimi giorni questo e altri argomenti saranno sul tavolo del ministro di Giustizia. Il primo, come si fa a definire detenenzione domiciliare (giusta o sbagliata che sia) una detenzione che consente all’indagato di pontificare in diretta tv nazionale ogni sera?». Il secondo riguarda proprio D’Alessio. Le sue accuse, per il momento senza prove, sono gravi. «Cosa intende dire D’Alessio quando dice che se Lucano avesse dato fastidio alla ‘ndrangheta non gli avrebbero permesso di realizzare quello che ha realizzato? Ha elementi per suffragare un concetto del genere, peraltro grave, o è solo chiacchiericcio da bar?».

I.T.