La pazza idea della Lega, candidare Gratteri

A livello romano "sondaggio" dei piani alti del Carroccio sulle intenzioni del procuratore di Catanzaro

Non è dato sapere se è stata formulata una vera e propria proposta o se ci si è limitati a “sondarne” le intenzioni. Certo è che qualche settimana fa la Lega, quella ai piani più alti e certamente “romana”, ha seriamente verificato le intenzioni del procuratore Gratteri. Con una (pazza) idea sullo sfondo. Immaginarlo (desiderarlo) come candidato alla presidenza della Regione, naturalmente in quota sua. Sì, la Lega ci ha provato sul serio. E se non è chiaro se con formulazione diretta o meno figurarsi se è nota, o intercettabile, la relativa determinazione del procuratore capo di Catanzaro, anche se è intuibile. Impensabile prefigurare una specie di risposta, orientamento, ammesso che ci sarà mai, da parte di Gratteri. O che tipo di segnali ha restituito al “mittente” nel caso in cui si è trattato solo di un avvicinamento, un “sondaggio” delle avanguardie diplomatiche. Del resto Gratteri (formalmente) la pratica di “annusamento” con la politica è da un pezzo che dice di averla chiuso. Di più, di non averla mai aperta se si esclude dalla storia recente il clamoroso e misterioso rifiuto di Napolitano quando si era ad un passo dalla firma di ministro della Giustizia nel governo Renzi. Per il resto, prima e dopo, solo impegno culturale e “civico” del procuratore e capo della Dda del capoluogo con la politica disegnata nei convegni non come unico “sfogo” per aiutare il prossimo. Della serie, si può fare anche (se non soprattutto) facendo bene il proprio mestiere. Ma se Gratteri ha fatto di tutto fin qui per rendersi inappetibile al circo della politica, in cerca di eroi, questo non vuol dire che sia avvenuto anche il contrario. E infatti Gratteri è rimasto “oggetto dei desideri” e la Lega, che prefigura una corsa virile e inedita in Calabria alle prossime regionali, ci ha provato. Sul serio. Perchè la seconda, se non prima notizia della faccenda, è proprio questa. E in qualche modo Berlusconi lo ha già capito e detto alla kermesse di partito a Milano l’altro giorno. La Lega ci vuole “fregare”, e alle regionali non mollerà il campo facilmente agli azzurri. E la Calabria, “nell’incubo” di Berlusconi, non fa eccezione, tutt’altro. È questa forse la regione in cui ci vuol mettere la faccia sul serio il partito di Salvini e Salvini stesso. Per svariate ragioni, non ultima quella che il ministro è qui che è stato eletto ed è anche qui che si gioca un paio di sfide insidiose. È questa la vera notizia che sostanzialmente non è mai venuta meno. La Lega vuole la Calabria in prima persona. Il resto sono sogni proibiti, proposte più o meno indecenti o mai fatte o irricevibili del tutto. E un profilo forte forte che il Carroccio insegue per le regionali calabresi. E Gratteri, come icona solo immaginata, una cosa dice. Che non si può sognare la più prestigiosa delle “guardie” per poi correre sotto l’egida dei più consolidati intrighi del passato. “Guardie” e “ladri”, sì. Che resta il titolo (solo) di uno dei film più cult del Novecento…