Un magistrato alla presidenza, “l’idea” della Lega per le regionali

Una lista di partito e due di "supporto". Strategico il ruolo degli agricoltori

Il nome del magistrato c’è già. Nel senso che lo conoscere chi lo deve conoscere e non ai piani più “bassi” ma il rischio, per Matteo Salvini, è che gendarmi come Alemanno continuano ad andare in giro prima a poi verrà fuori.

Ed è oggettivamente troppo presto perché il rischio concreto è proprio quello di bruciarlo. Ma il nome Salvini lo ha in mente, o lo ha fatto intendere ai suoi. Un magistrato per la presidenza della Regione che verrà, quella Calabria fatalmente diventata strategica per le sorti progressive del partito del ministro.

Un pò perché è stato eletto qui, e un pò (anzi molto) perché governare dove ha origini fiscali la ‘ndrangheta è l’ultima mano da poker sul tavolo del potere (ti giochi tutto) fatto sta che la Lega alle elezioni conterranee ci pensa eccome. E già da un pò ha fatto intendere che correrà con virilità anche se non per forza in solitudine, della serie chi vuol venirci dietro faccia pure ma noi corriamo col simbolo e il candidato alla presidenza. Tre liste a supporto del progetto del Carroccio.

Una lista proprio della Lega, diciamo di partito, l’ammiraglia. Con simbolo e idea salviniana del Mediterrano in termini di sicurezza e accoglienza. Una lista che faccia invece da “barcone”, chi l’avrebbe mai detto. Una sigla d’accoglienza rivolta ai delusi degli altri partiti, i fuoriusciti, se vogliamo dirla tutta i “reduci”.

Probabilmente una parte di quelli che hanno bussato fin qui alla porta della Lega salvo trovarla chiusa ma non per sempre. Tipo, venite con noi lo stesso ma con un’altra maglietta, quella della Lega no. E poi c’è una terza lista nei progetti del Carroccio. Una lista del “meglio” degli agricoltori calabresi, o almeno questo sarebbe nelle intenzioni del ministro. Una griffe ombra in stile Confagricoltura, ovviamente senza inpegnare sigle già esistenti e non politiche.

Questo lavoro, per altro, lo avrebbe iniziato per tempo il ministro dell’Agricoltura Centinaio, proprio l’altro giorno in Calabria a stringere mani “agricole” di peso tracciando linee per il futuro. Per è nei campi e sulla sicurezza la Lega vuol giocarsi la partita di Calabria.