Omicidio di Diamante, mistero sul “summit” al bar

È il fatto di cronaca dell'estate, inquietante. C'è un fermato in carcere a Secondigliano ma non si trova l'arma e c'è chi racconta di una “reunion” nel cuore della notte nel centro storico

Una “reunion” nel cuore della notte. Ai tavolini di un noto bar del centro storico di Diamante, peraltro noto anche per essere riconoscibile come icona e proprietà conterraneo. Un bar di quelli che non si deve far spiegare né “importare” nulla da quelli che d’estate vengono da fuori.

Prima delle coltellate fatali che hanno ucciso Francesco Augieri stavano seduti tutti lì, racconta chi non va a dormire presto a Diamante. Tutti, o perlomeno quelli che poi avrebbero avuto a che fare con il drammatico fattaccio ma anche quelli che di solito ci stanno sempre, vedono tutto, conoscono tutti e aspettano l’alba. Se non un “summit”, poco ci manca e comunque un passaggio cruciale quello del noto bar nel centro storico della cittadina squarciata dal più grave dei delitti.

È questo, quello della “reunion” al bar assieme alla figura centrale della 14enne e all’arma che non si ritrova, uno dei nodi che possono e potrebbero far cambiare pelle alla faccenda e al’inchiesta. Che registra, al momento, un fermato in carcere a Secondogliano, l’ormai tristemente noto Schiattarelli. Che nega di aver ucciso Ciccio senza aver però convinto il gip di Napoli anche se le competenze presto passeranno a Paola e poi a Catanzaro in sede di Riesame. Il giovane Schiattarelli in vacanza in una vollettina a Diamante e con il papà, racconta qualche bene informato del posto, che da anni si fa conoscere d’estate a Diamante anche per la sua attività di commerciante al dettaglio e alla bene e meglio.

 

I.T.