Asp di Vibo, i concorsi per dirigenti nel mirino della Procura

Nesci e Sapia (M5S) hanno presentato quattro esposti in relazione alle selezioni per i dirigenti dell'UoS di Ostetricia e Ginecologia, Pediatria dell'ospedale Iazzolino, la nomina del responsabile del distretto Sanitario Unico, e un concorso per dirigente amministrativo

 L’Asp di Vibo Valentia nel mirino della Procura di Vibo Valentia. I parlamentari Dalila Nesci e Francesco Sapia del Movimento Cinque Stelle hanno presentato quattro esposti al procuratore capo Bruno Giordano per denunciare anomalie, ritardi e incongruenze in relazione agli esiti di quattro concorsi indetti dall’Azienda Sanitaria Vibonese, ovvero le selezioni per direttore delle UOC di Pediatria e Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Iazzolino di Vibo Valentia, il concorso per la nomina del direttore del Distretto sanitaria unico e  l’avviso di selezione pubblica per il conferimento di un incarico temporaneo per dirigente amministrativo responsabile dell’area Provveditorato, Economato e Gestione logistica.

I parlamentari pentastellati chiedono al Procuratore di fare luce su quanto sta accadendo all’azienda sanitaria ed eventualmente di accertare responsabilità e/o presunti reati legati alla gestione delle procedure concorsuali.

Questi quattro concorsi sono stati, negli ultimi mesi, oggetto  di contestazioni, richieste di accesso agli atti e denunce, finite anche nelle aule dei tribunali. Tutte supportate da Gianluigi Scaffidi,  consigliere nazionale dell’associazione dei dirigenti medici Anaao-Assomed.

Alla base dei quattro concorsi oggetto dell’esposto ci sarebbe la  fallacità delle procedure dell’ Asp di Vibo e in particolare  la mancata adeguatezza (o volontà ) nel riconoscere i requisiti di partecipazione dei candidati e la loro valutazione.

CONCORSO DIRIGENTE AMMINISTRATIVO ECONOMATO E LOGISTICA

   In relazione al conferimento di  incarico temporaneo per dirigente amministrativo responsabile dell’area Provveditorato, Economato e Gestione logistica l’Asp di Vibo avrebbe emanato un concorso nel quale si chiede un’esperienza lavorativa di un biennio mentre la legge che disciplina tale procedura (Dlgs 502/92) recita testualmente: «I direttori generali possono conferire incarichi… a laureati di particolare e comprovata qualificazione professionale che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali apicali…».

Il bando emanato dall’Asp di Vibo invece «riduce ad un biennio il requisito dell’esperienza acquisita ed, inoltre, introduce un concetto sconosciuto alla norma cioè “l’esperienza acquisita presso soggetti privati”», cosa ben differente da quanto stabilito dalla legge che «richiede tale esperienze presso organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private».

Poco prima della selezione, il 26 giugno,   Scaffidi aveva chiesto  la sospensione delle prove e l’emanazione di un nuovo bando conforme al dettato di legge ma l’Asp non ha dato seguito alla richiesta ed ha svolto tranquillamente la selezione.

CONCORSO  DIRETTORE DISTRETTO SANITARIO

Per quanto riguarda la selezione del Direttore del distretto sanitario, la Procura potrà partire dalla sentenza del giudice del lavoro di Vibo Valentia che su denuncia di una ricorrente, si è già pronunciato   bloccando la nomina  del vincitore.  Il 23  novembre del 2017, il direttore generale Angela Caligiuri aveva conferito al medico 57enne Vincenzo Damiani la guida del distretto sanitario provinciale che ha inglobato e sostituito i tre distretti di Vibo, Tropea e Serra San Bruno.

Il giudice Ilario Nasso (Tribunale di Vibo – sezione Lavoro e Previdenza), con provvedimento del 17 giugno, ha accolto l’istanza cautelare proposta  dagli avvocati Nicola Gasparro e Francesco Domenico Crescente in rappresentanza di Anna Maria Renda, dirigente medico dell’Asp vibonese che ha appunto fatto ricorso contro la nomina di Damiani. Già direttore del distretto, Renda ha segnalato una serie di presunte irregolarità nella procedura di nomina, a partire dalla composizione della commissione giudicatrice e alle scelte da questa compiute, sostenendo inoltre la presunta «inesistenza – in capo a Damiani – dei requisiti di partecipazione alla procedura, e segnalando – in ogni caso – l’inosservanza dei canoni di correttezza e buona fede, da parte dell’azienda e della commissione esaminatrice». Contestazioni, queste, respinte dall’Asp di Vibo che ha invece sostenuto davanti al giudice la «piena conformità alla legge delle determinazioni assunte dall’ente pubblico, la legittima composizione della commissione giudicatrice, l’ineccepibilità della scelta compiuta dal direttore generale, e fiduciariamente ricaduta sulla persona di Damiani».

Secondo il giudice la commissione invece non ha prodotto, come previsto dalla legge e dall’avviso pubblico, una terna di candidati, bensì un elenco di tredici persone presentate in mero ordine alfabetico. Il direttore generale, poi, «nel designare alla direzione del distretto uno dei candidati non collocatisi al primo posto in graduatoria (e oltretutto ammesso con riserva per espressa determinazione della commissione esaminatrice), non ha “motivato analiticamente”, come pure apertamente imposto dalle conferenti norme primarie, riproposte dallo stesso avviso pubblico». Il giudice ha rilevato quindi che la delibera con cui il direttore ha conferito l’incarico «è silente in ordine alla scelta compiuta in favore di Damiani (unico candidato, peraltro, a esser stato ammesso con riserva)», mentre le motivazioni della nomina sono state ritenute estremamente lacunose.

L’Asp ha immediatamente ritirato la delibera di nomina del dottor Damiani e al suo posto ha preso “l’interim”, in attesa dell’indizione di un nuovo concorso il direttore sanitario dell’Asp, il dottor Michele Miceli.

CONCORSO PER DIRIGENTE DELL’UOC DI PEDIATRIA DELLO IAZZOLINO DI VIBO VALENTIA

Oggetto di un esposto anche il concorso per  direttore dell’unità operativa complessa di Pediatria di Vibo Valentia.  Un concorso oggetto anche di un esposto alla commissione di controllo e garanzia del consiglio regionale della Calabria.  La ricorrente, la dottoressa Caterina Procopio, primario facente funzione da anni nel reparto di Pediatria, si è vista “scalzare” di appena 1,10 punti da un altro candidato, diventato poi primario del reparto, il dottor Salvatore Bragò.

secondo il medico escluso, il curriculum di chi ha vinto il concorso sarebbe stato «illegittimamente sopravvalutato» poiché la Commissione gli avrebbe attribuito «un punteggio troppo alto rispetto ai criteri stabiliti nel bando».

Nell’esposto, presentato, si legge: «Si consideri che i curricula dei due dirigenti – il medico che ha vinto e l’autore della denuncia, ndr – sono già stati sottoposti a valutazione comparativa in due occasioni», cioè nel 2012 e 2014. In entrambi i casi gli incarichi che erano stati messi a bando sono stati assegnati, stando all’esposto, a chi oggi è stato invece escluso. E in uno dei due casi, inoltre, la proroga dell’incarico in questione era stata poi sottoscritta con delibera da uno dei componenti dell’attuale commissione che, quindi, ora starebbe «sconfessando se stesso».

Stranamente (o forse no) questa volta, il curriculum del dottor Braghò è stato valutato diversamente. «Ma la verità – è il passaggio finale dell’esposto – è che i Commissari non potevano non incorrere in tutte le suesposte violazioni in quanto per favorire spudoratamente il dr. (…) e consentirgli di occupare il primo posto nella terna degli idonei, hanno dovuto svalutare i curricula degli altri partecipanti dando il massimo a chi valeva il minimo. Non si trascuri che Vibo Valentia, nonostante sia un piccolo capoluogo di provincia, è storicamente una città profondamente condizionata dalle lobby e tra queste spicca la massoneria che ivi vanta numerosi adepti. Orbene, stando alle “voci di paese”, la massoneria ha avuto un ruolo centrale nella determinazione della terna degli idonei in quanto è intervenuta in maniera decisa e determinata a favore del dr. (…)».

Denunce pesanti finite anche al tribunale del lavoro. La dottoressa Procopio ha presentato ricorso lamentando irregolarità nell’espletamento della procedura selettiva, e chiedeva l’annullamento della procedura di selezione.

Ebbene, il giudice ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di interesse. Nasso non è  entrato nel merito della valutazione dei titoli in quanto  la dottoressa Procopio essendosi collocata all’interno della terna degli idonei (e quindi potenzialmente indicabile come primario) non ha, secondo lui, subito alcun danno.  Dopotutto, il giudice pur accogliendo la richiesta della dottoressa Procopio e collocandola, quindi al primo posto nella graduatoria, non avrebbe di sicuro dato per certo la sua nomina a primario del reparto di Pediatria e Neonatologia, vista la possibilità in capo al direttore generale di nominare, previa motivazione, anche il secondo o il terzo della terna.  Diverso  se  il giudice fosse entrato nel merito del ricorso riscontrando l’irregolarità nella valutazione dei curricula dovuta alla mancanza di criteri di valutazione. In questo caso   la composizione della terna sarebbe stata sicuramente diversa.

Ora spetta alla Procura fare luce su queste presunte irregolarità.

CONCORSO PER DIRETTORE DELl’UOC DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA DELLO IAZZOLINO DI VIBO VALENTIA

Quanto tempo ci vuole a essere nominati primari dopo aver vinto un concorso? Dipende. All’Asp di Vibo possono passare poche settimane come mesi. E’ il caso del concorso per la direzione di struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Iazzolino di Vibo Valentia.

Ennesimo concorso chiacchierato dell’azienda sanitaria che ha visto “vincere” in prima battuta Giuseppe Sorrenti salvo poi, ancor prima che gli altri concorrenti potessero fiatare, il passo indietro della stessa Asp. Il dottore in questione non aveva i titoli per concorrere e quindi la sua posizione è stata depennata.  Sorrenti ha persino fatto ricorso al tribunale del lavoro di Vibo Valentia per ottenere la riammissione alla procedura di selezione per il conferimento dell’incarico mail giudice del lavoro Ilario Nasso lo ha dichiarato infondato.

Escluso Sorrenti, lo scorrimento della graduatoria vede nella terna dei papabili futuri direttori i seguenti nominativi: Ermio, Cervadoro e Galea.

Una terna che giace sulla scrivania del direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia, dal 24 maggio. Esperito quest’ultimo impedimento (il ricorso del dottor Sorrenti),  non resta che aspettare la determinazione del management dell’azienda sanitaria vibonese. Due le alternative: nominare direttamente la dottoressa Ermio oppure optare tra i dottori Cervadoro e Galea, in quest’ultimo caso i vertici dell’Asp dovranno motivare la scelta. Facendo attenzione all’eventuale pensionamento del dottor Cervadoro previsto per fine settembre.

Per i parlamentari M5S: “dagli eventi narrati sembrerebbe che l’Asp non abbia proceduto alla nomina del vincitore del concorso quasi “aspettando” il ricorso dell’escluso. Infatti due mesi  – si legge nell’esposto – sarebbero stati più che sufficienti per un atto che richiede, al massimo, un quarto d’ora di tempo e che dalla stessa direttrice generale era stato dichiarato imprescindibile, al cospetto del Prefetto ed altri rappresentanti istituzionali, per riportare a norma la critica situazione assistenziale denunciata nell’UOC di che trattasi”.

In attesa di una determinazione della Procura,

La palla è  in mano al direttore generale Angela Caligiuri che è al momento assente per malattia. Chissà se il direttore generale facente funzioni, Michele Miceli si prenderà l’onore e l’onore di sanare questo paradossale vulnus (non l’unico) dell’ospedale Iazzolino di Vibo Valentia.  Settembre ormai è arrivato

LA POSIZIONE DI DALILA NESCI E FRANCESCO SAPIA

Francesco Sapia e Dalila Nesci

Da tempo i due parlamentari pentastellati tengono sotto controllo la situazione dei concorsi all’Asp di Vibo Valentia.   «Se qualcuno, col grembiule o meno, pensa – si legge in una nota congiunta di inizio estate di Nesci e Sapia – che nella gestione sanitaria possano proseguire forzature e imbrogli, si sbaglia di grosso. Non tarderanno ad arrivare segnali, inequivocabili, di bonifica dell’amministrazione della sanità regionale».

Valeria Esposito Vivino