Test Invalsi, 1 calabrese su tre bocciato in italiano

Più della metà degli studenti sono ad un livello inferiori a quello richiesto dalle indicazioni nazionali e addirittura ci sono differenze fortissime tra scuola e scuola.

I Calabresi stanno all’italiano come il formaggio sulle cozze. E non stiamo parlando degli over bensì delle nuovissime generazioni. Sono statati pubblicati da i risultati dell’Invalsi 2018 che gli studenti di seconda e quinta elementare, di terza media e di seconda superiore hanno sostenuto in primavera. Tanti i paradossi, uno su tutti: sul 100 per cento dei promossi in terza media al test invalsi di italiano solo il 65% dei ragazzi ottiene «risultati adeguati o più elevati». Va addirittura peggio in matematica dove i «promossi», cioè coloro a cui è riconosciuto un livello di competenze matematiche sufficiente sono il 59,9 per cento.
Sempre più ampio il divario tra Nord e Sud Italia.
In Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna più della metà degli studenti sono ad un livello inferiori a quello richiesto dalle indicazioni nazionali. Addirittura in queste regioni ci sono differenze fortissime tra scuola e scuola.
“Un risultato che interroga – si legge sul Corriere della Sera – sull’equità del sistema scolastico italiano: davvero le scuole danno le stesse opportunità a tutti i bambini? «Bisognerebbe intervenire scuola per scuola dove ci sono problemi – spiega Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi – magari con professori specializzati in situazioni difficili. Ci vorrebbe un piano che incentivasse anche economicamente i professori migliori ad accettare le sfide in posti difficili». Il ministro Bussetti ammette che «ci vorranno interventi».
quest’anno per la prima volta sono stati fatti i test di inglese per capire il livello dei bambini delle elementari e delle medie. Buona la performance dei più piccoli. In quinta devono poter essere al livello A1 del quadro di riferimento europeo: il 92,4 per cento dei bambini di quinta lo ha superato in lettura e il 78,6 nella prova di ascolto. Al Nord i ragazzi sono risultati più preparati che al Sud.
In inglese vanno più forti gli stranieri. Mentre nei test di italiano e matematica i bambini con back ground di immigrato hanno un rendimento medio inferiore ai ragazzini di madrelingua italiana, in inglese i bambini di seconda generazione (nati in Italia da almeno un genitore straniero) hanno risultati nettamente superiori ai loro compagni italiani. Come si può spiegare? «L’esposizione a più lingue fin da piccoli può averli aiutati», spiega il direttore dell’Invalsi Roberto Ricci.