Sanità, lo scambio di prigionieri di Cinquestelle (non tutte le stelle…)

I deputati Nesci e Sapia (commissione sanità) informano di una intenzione del sottosegretario Fugatti: mettere fine al commissariamento. Già, e come?

Provare a dire tutto, per non dire sostanzialmente niente. È l’universo Cinquestelle, o parte delle “stelle”.

Teatro del linguaggio esoterico (da supercazzola di Tognazzi) la disgraziata sanità di Calabria il giorno dopo, peraltro, che il ministro Grillo la sua sentenza l’ha mollata: non esiste commissario e governatore. E visto allora che da qui si parte ecco che Nesci e Sapia (che solo in chiusura di nota si ricordano di inserire gli altri deputati) rielaborano la proposta (supercazzola).

Il sottosegretario, informano, ha garantito che si farà di tutto per porre fine al commissariamento (senza chiarire nè come nè quando). Dopo di che, continuano, si deve mettere in croce tanto Scura quanto Oliverio e quando tutto manca nominiamo almeno il sub commissario (Scaffidi?).

Ma leggiamo la nota. “Il sottosegretario alla Salute, Maurizio Fugatti, ha garantito che il governo M5s-Lega adotterà  ogni iniziativa utile alla conclusione del piano di rientro sanitario della Calabria e alla tutela della salute dei cittadini calabresi. Intanto sulle gravi inadempienze ha già  chiesto formalmente conto al commissario Scura”. Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Dalila Nesci e Francesco Sapia, della commissione Sanita’, a conclusione della loro interpellanza urgente, firmata anche da altri deputati calabresi del Movimento 5stelle, sulla gestione sanitaria della Calabria da parte del commissario Massimo Scura e del governo regionale guidato da Mario Oliverio.

“A breve – continuano i deputati 5stelle – il governo nazionale valutera’ anche la questione, da noi posta, della nomina del sub-commissario per il rientro dal disavanzo sanitario della Calabria, alla luce dei ritardi e delle criticità rilevati dai Ministeri vigilanti e dello smantellamento del dipartimento regionale Tutela della salute da parte del governatore Oliverio”.

Durissima l’illustrazione dell’interpellanza da parte di Sapia, che ha riassunto i problemi urgenti (obbligo di immediata riattivazione degli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce, finanziamento secondo le regole del policlinico universitario di Catanzaro e rimozione dei direttori generali inadempienti) ed è  peraltro intervenuto sul caso del primario chirurgo dell’ospedale di Crotone, Giuseppe Brisinda, sollecitando “l’invio di ispettori ministeriali per stabilire se li’ il pericolo sia lui oppure un apparato che affossa la sanitaà pubblica a vantaggio di quella privata”, sul presupposto che i vertici dell’Asp di Crotone “credono di poter fare come vogliono: dalle nomine apicali a quelle delle commissioni per i concorsi, fino all’assegnazione d’incarichi a dirigenti candidati a tempo scaduto”.

Dal canto suo, Nesci, che ha replicato al sottosegretario Fugatti, ha ricordato che, su iniziativa della stessa parlamentare, negli ultimi 5 anni il Movimento 5stelle ha “segnalato alle Procure e alla Corte dei conti una quantità impressionante di storture, illegalità e disservizi”, rammentando che da vicepresidente della Camera l’attuale ministro Luigi Di Maio disse che la sanità calabrese era stata usata come bancomat. Nesci ha infine dichiarato che il nuovo governo, “di cambiamento, deve e può invertire la tendenza, dando risposte alle migliaia di cittadini sofferenti, che scelgono di non curarsi o di partire per interventi chirurgici e terapie fuori regione”.

E’ nettamente per il superamento  commissariamento il senatore Siclari (Forza Italia) che replica al M5S.

La risposta del sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti, si scopre ennesimo bluff del M5S che in campagna elettorale vogliono la fine de commissariamento e adesso al Governo propongono di mantenere il commissariamento, sostituendo Massimo Scura con altro commissario!! La soluzione per salvare il diritto alla salute in Calabria è unica, ed è  porre fine alla lunga stagione del commissariamento”.

Lo afferma il capogruppo di Forza Italia nella commissione Sanità  del Senato, Marco Siclari, a margine della seduta odierna della Camera dei Deputati.

“L’emergenza sono i continui tagli ai servizi. Un nuovo nome – prosegue Siclari – non cambierebbe la situazione. La Calabria deve uscire dal commissariamento, non continuare un copione che porta a cure da terzo mondo: liste d’attesa infinite, strutture pubbliche fatiscenti, reparti chiusi, strutture convenzionate senza risorse, personale stremato e ridotto ai minimi termini. Non serve andare avanti per capire le ragioni che mi spingono a bocciare in toto la risposta di Fugatti”.