Quella legna sparita nella notte

Il giorno dopo l'arresto del maresciallo dei carabinieri-forestali Carmine Greco alcune ditte svuotano i piazzali. Il comandante della stazione Cava di Melis ancora a Santa Maria Capua a Vetere

La notte della sparizione misteriosa della legna. Molto misteriosa. È la notte dopo l’arresto del maresciallo dei carabinieri forestali Carmine Greco, comandante della stazione di Cava di Melis, siamo nel cuore della Sila. Alcune ditte avrebbero letteralmente svuotato le pedane della legna, ditte evidentemente più o meno incaricate proprio al taglio e alla raccolta. Di sicuro una strana coincidenza, se naturalmente la notizia dovesse rispondere al vero. Intanto, il maresciallo finito nella rete inquisitoria della Dda, si trova ancora nel carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere, che poi è la sua prima e unica destinazione fin qui. Sull’inchiesta, come è naturale che sia, regna il massimo riserbo considerata la delicatezza del fascicolo. Ma non per questo le bocce sono rimaste ferme. Alcuni militari sarebbero stati sentiti al comando generale dei carabinieri di Catanzaro, non è dato sapere in che qualità. Mentre da Roma sarebbe in arrivo il più alto in grado dei carabinieri forestali per ispezionare il coordinamento territoriale per l’ambiente del Parco nazionale della Sila, da dove Greco appunto dipende.