La variante che non si poteva variare

Lavori di riqualificazione a ridosso del carcere di Cosenza, il Tar annulla la variante al progetto di Palazzo dei Bruzi Per i giudici alcune procedure non sono risultate corrette e legittime

Annullata dal Tar la delibera comunale n° 22 del 2018 che aveva approvato una variante al Pur riguardante un parcheggio e altre costruzioni, all’interno di alcuni lavori di riqualificazione di molte zone cittadine tra cui quelle nei pressi della casa circondariale.

Scrivono i giudici in sentenza:

“Ritiene il Collegio che sia fondata la censura che denuncia violazione dell’art. 7, L. n. 241/1990. La variante introdotta al Piano unitario di riqualificazione impatta infatti su un’area nella quale la ricorrente è comproprietaria di porzioni di fondo indivise, incidendo così su posizioni giuridiche soggettive della medesima. Per tale ragione, sarebbe stato necessario garantire alla stessa una partecipazione procedimentale ai sensi dell’art. 7, L. n. 241/1990. In tale prospettiva, si richiama la giurisprudenza del Consiglio di Stato, secondo la quale “con l’art. 13 l. 7 agosto 1990 n. 241, che esclude dall’applicabilità del capo III della stessa legge i procedimenti tesi all’adozione di atti di pianificazione, il legislatore ha inteso escludere la duplicazione delle forme di partecipazione procedimentale, ma non eliminarle; pertanto, qualora uno specifico procedimento di variante interferisca con gli interessi di determinati soggetti, non vi sono ragioni per non dare applicazione all’art. 7 l. n. 241 cit. in tema di obbligo di comunicazione” (Consiglio di Stato, Sez. IV, 24 maggio 2011, n. 3120). Va pertanto disposto l’annullamento della Delibera di Giunta n. 22, del 13.02.2018″.

La Nigro Costruzioni S.r.l.aveva chiesto l’annullamento, previa sospensione, della Deliberazione della Giunta Comunale di Cosenza n. 22 del 13.02.2018, di approvazione della variante del Piano unitario di riqualificazione, degli ulteriori atti precisati in epigrafe, tra cui il permesso di costruire n. 23 del 07.03.2018 rilasciato alla società Diomora S.r.l., nonché il risarcimento dei danni patiti. La ricorrente premette di essere comproprietaria delle p.lle 1227, 1228, 1229, 1230 e 1231, identificate al N.c.u.e., al foglio di mappa n. 9. Il 15.03.2018, a seguito dell’inizio di alcuni lavori da parte di terzi che sembravano estendersi anche a tali particelle, ha inoltrato al Comune una richiesta di accesso agli atti. In pari data è venuta a conoscenza dell’emanazione della citata Deliberazione di approvazione di una proposta di variante -presentata dalla società Dimora S.r.l.- al Piano unitario di riqualificazione. Risultava inoltre una nota comunale del 14.03.2018 con cui l’Amministrazione comunicava alla contro-interessata la futura autorizzazione dei lavori relativi al progetto. Il 7.03.2018 è stato quindi rilasciato alla Dimora S.r.l. il permesso di costruire n. 23/2018, avente ad oggetto la demolizione di un piccolo fabbricato, l’installazione di una recinzione di cantiere, di un cartellone e di un impianto di video sorveglianza. Infine, la stessa società Dimora, sulla base dell’approvata variante, ha presentato una richiesta di permesso di costruire per un nuovo fabbricato di nove piani. La ricorrente denuncia quindi l’illegittimità dell’azione amministrativa per: violazione degli art. 7, 8 L. n. 241/1990; ingiustizia manifesta, illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti, violazione di legge, eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria, sviamento. La delibera della variante è stata annullata. Cosa accadrà ora?