La Regione rischia di doversi “ingoiare” 40 nuovi dipendenti

Per il momento sono 5 i lavoratori a progetto dell'ex consorzio Sibari-Crati (oggi consorzio dei bacini meridionali del Cosentino) che secondo il tribunale di Cosenza sono da intendersi a tutti gli effetti dipendenti subordinati. Ma l'avvocato Graziano Di Natale ne sta per portare all'incasso almeno altri 35. E sullo sfondo da “garante” deve fare la Cittadella...

 Si può prestare lavoro cosiddetto “a progetto” per quattro anni (dal 2007 al 2011) senza che il lavoro stesso non veda trasformarsi la propria natura contrattuale nel frattempo? È da intendersi sine die lo status “a progetto” oppure se un lavoro viene prestato per molto tempo e per giunta in un ente l’origine del contratto di lavoro deve cambiare, deve essere riconsiderato?

Il Tribunale di Cosenza ieri un bel po’ di risposte le ha fornite in materia e cinque “lezioni” sono arrivate. E il lavoro di cinque dipendenti “a progetto” prestato per quattro anni presso il consorzio Sibari-Crati, oggi consorzio dei bacini meridionali del Cosentino, secondo i giudici deve essere considerato a tutti gli effetti rapporto di lavoro subordinato.

Detta in altri termini sono da intendersi dipendenti a tempo indeterminato del consorzio dei bacini meridionali del Cosentino, la prosecuzione giuridica e fiscale del Sibari-Crati nel frattempo affogato non tanto nelle acque che doveva contenere e incanalare quanto nei milioni di debiti accumulati negli anni. Ma il consorzio dei bacini meridionali del Cosentino ha un amico in più che gli fa fare sogno d’oro la notte sul cuscino. Se non risponde o non vuole o non può rispondere ha un alleato di ferro con un bilancio miliardario in tesoreria, la Regione Calabria. Già, la Cittadella per l’appunto. Propietaria sostanzialmente del consorzio stesso, che a questa partita Iva in ultima istanza può e deve rispondere. E non è tutto.

L’avvocato Graziano Di Natale (presidente del consiglio comunale di Paola e consigliere provinciale) ne ha in “portafoglio” almeno altri 35 di questi ricorsi che non potranno che ricevere lo stesso timbro dal Tribunale di Cosenza visto che tutti e 40 hanno vissuto la stessa esperienza “a progetto” dentro il Sibari-Crati e nello stesso periodo preso in esame. Della serie, aprite le porte che stanno per arrivare, di diritto o di rovescio, 40 nuovi dipendenti dentro il consorzio bacini meridionali del Cosentino e se poi il consorzio non li vuole o non sa che farsene, ci deve pensare la Regione. Senza considerare poi che ad ognuno di loro (una quarantina) toccherà poi sborsare circa 20mila euro di arretrati che poi altro non sono che lo “spread” del salario che secondo il Tribunale deve essere da lavoratore subordinato e che invece era stato considerato “a progetto” senza limiti di tempo.

«I lavoratori a progetto, circa una quarantina, hanno prestato per più di quattro anni la loro attività lavorativa ed il Tribunale di Cosenza con queste prime sentenze ha stabilito un principio che ho sostenuto dall’inizio – commenta ovviamente soddisfatto l’avvocato Di Natale -. Ora la Regione e il consorzio dovranno necessariamente prendere atto di questa situazione – continua -. Sono soddisfatto per questa battaglia di legalità e difesa di padri e madri di famiglia che hanno diritto a vedersi riconosciuto il lavoro così come la legge prevede. Notificheremo subito gli atti chiedendo l’immediata presa in servizio dei lavoratori in attesa delle altre sentenze».

I.T.