Il “cuore” spezzato del centrodestra alla calabrese

Sulla vicenda del mancato riconoscimento di Cardiochirurgia a Catanzaro la Lega discolpa il governo mentre Forza Italia va all'attacco

Il mancato accreditamento della scuola di cardiochirurgia all’Università di Catanzaro spacca il fronte del centrodestra calabrese. Da una parte Lega Nord, dall’altra Forza Italia.

“La scuola di cardiochirurgia di Catanzaro non ha superato il vaglio dell’Osservatorio competente per l’accreditamento di queste strutture. In particolare, risulta carente dal punto di vista della docenza. Nessuna volontà, dunque, di chiuderla da parte del governo Lega-5Stelle”. Lo afferma il deputato della Lega, Domenico Furgiuele, che prosegue: “Semmai siamo di fronte ad una bocciatura che riguarda il governatore Oliverio oltre a chi gestisce la sanità calabrese e l’ateneo cittadino. Più che accusare il governo, coloro che amministrano l’ateneo e la sanità regionale dovrebbero preoccuparsi – aggiunge – di apportare quei miglioramenti che il ministero e l’osservatorio hanno richiesto per far si’ che la scuola possa avere borse di studio. A tutela, in primo luogo, della qualità’ della formazione dei futuri medici, nonché, naturalmente, della salute dei cittadini”.

Non è dello stesso avviso Forza Italia.

  “Il governo spieghi le motivazioni che hanno portato alla mancata previsione di posti statali per la Scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università  “Magna Graecia” di Catanzaro”.

E’ la richiesta che il senatore Giuseppe Mangialavori ha rivolto all’esecutivo, in una interrogazione parlamentare con carattere d’urgenza. “Il ministro dell’Istruzione – spiega ancora il senatore calabrese – ha l’obbligo di chiarire le ragioni che hanno determinato una scelta che rischia di penalizzare oltre misura una delle realta’ universitarie più straordinarie dell’Italia e dell’intero Mezzogiorno. Con l’interrogazione, inoltre, chiedo di sapere se il ministro non intenda rivedere questa decisione, affinché l’ateneo del capoluogo calabrese non venga privato di uno strumento indispensabile dal punto di vista formativo e imprescindibile per il sistema sanitario calabrese. La mancata previsione di posti statali – aggiunge Mangialavori – ha destato perplessitaà e dubbi, dal momento che la Scuola di Cardiochirurgia ha ottenuto un regolare accreditamento ai sensi del decreto direttoriale del Miur del 29 settembre 2017, con l’assegnazione di un posto statale e di un posto aggiuntivo finanziato dalla Regione Calabria, attivato con decreto rettorale. L’accreditamento, che risale al 9 luglio 2018,è’dunque avvenuto in ottemperanza al decreto interministeriale del 13 giugno 2017, da cui dipende l’introduzione delle nuove regole per l’attivazione delle scuole di specializzazione. Ne consegue che l’accreditamento da parte del ministero, stabilito dal decreto direttoriale 20461, certifica il rispetto di tutti i requisiti previsti. Per quanto mi riguarda – conclude Mangialavori – si tratta dell’ennesimo abuso ai danni della regione Calabria e del suo sistema universitario, nonché  di una scelta ingiustificata che rischia di compromettere l’attività di una delle eccellenze universitarie calabresi. Mi auguro, perciò, che il ministero voglia agire al più presto per scongiurare quello che si configurerebbe come uno scippo a danno di tutta la regione”.