I “gialloverdi” litigano per il tribunale di Cosenza

La Lega non condivide il clima inquisitorio e denso di sospetti e veleni a proposito della procura

Strappo sulla giustizia tra Cinquestelle e Lega Nordo. Almeno a Cosenza.
Nove deputati Cinquestelle interrogano il ministro della Giustizia, Bonafede, circa le voci strane di inchieste affossate o ostacolate nella procura cosentina e chiedono addirittura l’invio immediato di uomini del ministero.

Nello specifico i deputati Cinquestelle precisano quindi «di aver segnalato al ministro le informazioni diffuse, in merito a quanto successo all’interno della procura cosentina su inchieste che coinvolgono la pubblica amministrazione, insieme ad alcune indagini finite nel nulla. Queste notizie, oramai di dominio pubblico, gettano discredito – continuano i Cinquestelle – sul funzionamento della procura del Tribunale di Cosenza.
“In qualità di consigliere comunale della Lega nella città di Cosenza, in una lettera inviata a Domenico Furgiuele segretario regionale della Lega Calabrese, al ministro della Giustizia  Alfonso Bonafede e al sottosegretario della Giustizia  Jacopo Morrone, ho richiesto un incontro per discutere della situazione relativa al tribunale di Cosenza”.

A denunciarlo è il consigliere comunale di Cosenza  Vincenzo Granata della lega Nord.
“In primo luogo – sottolinea Granata  – non si comprende da quale mezzo d’informazione locale provengano tali notizie, ma poi soprattutto vorrei portare alcuni elementi utili alla discussione sul piano giuridico, rispetto alle valutazioni approssimative e generiche che invocano la presenza di ispettori dell’ufficio contenzioso e disciplina “magistrati” di Via Arenula” .
“Ricordo a me stesso e agli alleati del movimento cinquestelle sul piano nazionale, dove esistono varie anime, comprese quelle che – puntualizza il leghista –  non appartengono al giustizialismo di un noto senatore cosentino, notoriamente vicino alle posizioni del magistrato leader della corrente autonomia e indipendenza, alcuni principi giuridici”.

“I principi fondamentali delle garanzie costituzionali, della civiltà del processo penale sono stati “ aggirati” con una costante interpretazione riduttiva degli effetti: calpestati e sostituiti con il mito dell’efficacia. Efficacia di “lotta”, capacità di danneggiare il “nemico”, anche a costo di non risparmiare gli innocenti e i loro diritti “.

” Da consigliere comunale della Lega, rilevo che  – precisa ancora – nella città di Cosenza non si puo’ istituzionalizzare il pettegolezzo e dare rilevanza ad una giustizia del sospetto, attraverso l’uso di giornali online, ampiamente conosciuti in città e che vengono utilizzati per aprire inchieste giudiziarie ed avviare indagini”.
“Ritengo invece che i parlamentari della maggioranza – conclude –  si debbano impegnare sulla effettiva realizzazione della separazione delle carriere e sul giusto processo .