Finché c’è vita (Oliverio) c’è speranza (per Scura)

Il paradossale incrocio che paralizza i Cinquestelle nella partita della sanità da sbloccare. Tutti convinti di far fuori il commissario al più presto ma nessuno vuol passare la palla al governatore. L'ipotesi di un sub commissario “ponte”

Nell’era primordiale dei Cinquestelle al potere ci sono due certezze nel pianeta sanità di Calabria. Anzi tre. La prima, c’è da mettere mano subito, forse in un Consiglio dei ministri già prima della pausa estiva, alla partita. E chi più di loro visto che esprimono il ministro della Salute. La seconda, la stagione di Massimo Scura è da intendersi conclusa, da archiviare al più presto. La terza, che però rigenera e ridisegna la seconda, occhio a che la palla poi non passi in mano al governatore. Perché più che nella classica metafora che porta dalla padella alla brace, ci confessa a bassa voce un esponente di rilievo dei Cinquestelle, «ci potremmo trovare a dover far coincidere una buona notizia con un disastro imminente. Vi immaginate i calabresi che apprendono che non c’è più Scura ma che c’è Oliverio al comando della sanità..?».

E già, perché il “rischio” (per leggerla con ottica Cinquestelle) c’è tutto allo stato attuale delle cose. Non solo perché se levi il commissario si crea una insidiosa vacatio che finisce per consegnare in mano al presidente della Regione la materia, almeno finché non viene cambiata la legge. Quanto perché al momento non c’è nemmeno un sub commissario nell’ufficio dal momento che Urbani ha levato le tende in tempi non sospetti. E allora si palleggia a centrocampo, si traccheggia. Si va in quattro o in cinque dal ministro Grillo che poi rimanda a un “consulto” con quello del Mef e che poi, tutti insieme, concordano che in ogni caso tocca al Consiglio dei ministri sbrogliare la matassa. Certificata come risibile l’ipotesi di uscire così dal commissariamento, «è improponibile a meno che non si cambia la legge ma facendo un clamoroso e impensabile sconto alla Calabria» non resta che cambiare commissario. Almeno l’abito, se non il monaco. Ma un conto è dirlo, e lo vogliono tutti (o quasi tutti) tra i Cinquestelle, almeno quelli di peso. Un altro è farlo, è staccare la spina, è mettere in moto un circuito vizioso che “rischia” poi di consegnare la sanità di Calabria a Oliverio non fosse altro perché nessuno al momento è titolato per poterlo fare. Manca in sostanza una rosa di nomi da cui pescare il prossimo commissario, non c’è l’accordo e soprattutto non è chiaro se deve essere figura più tecnica o più scientifica. E manca, giusto per la copertura “prefettizia” nelle more, almeno un sub commissario visto che la selezione e la scelta anche politica del successore di Scura richiede calma e sangue freddo. E allora l’ipotesi delle ultime ore, da portare in uno dei prossimi Cdm, forse anche prima delle ferie. Nomina e pieni poteri a un sub commissario che faccia da “ponte”. Che faccia uscire di scena Scura, che sterilizzi Oliverio e che faccia respirare il governo (e i big locali) in attesa di individuare il nome giusto per la poltrona di commissario. È questa, al momento, l’ipotesi che si fa più strada da sola. Ma non è detto che sia l’ultima strada. Quella definitiva. Si potrebbe anche optare per non muovere nulla ancora, come a scacchi o a dama. «Dobbiamo capire bene la materia. È forte il rischio che come tocchi Scura il governatore Oliverio ne possa approfittare. Il quadro politico è magmatico. È lui, il presidente, la “polizza” di Scura in questo momento… ».

 

I.T.