Depurazione, Diamante tiene in ostaggio il suo “letame”

    Riunione alla Cittadella a proposito del concessionario unico per i Comuni dell' Alto Tirreno. Solo Santa Maria Del Cedro ha consegnato il suo impianto. L'amministrazione di Sollazzo nel mirino di denunce penali e civili

    Depurazione, c’è del torbido nelle acque del Comune di Diamante.

    Si è svolta oggi a Catanzaro, presso la Cittadella,  la riunione dei sindaci dei comuni di Santa  Orsomarso, Grisolia, Maierà, Buonvicino , Diamante e Santa Maria del Cedro per discutere del  finanziamento di 11 milioni e mezzo di euro per sistemare gli impianti di depurazione e   realizzare la rete fognaria ove non esistente.

    Il progetto, sottoposto anche al vaglio del controllo dell’anticorruzione, è stato approvato da tempo ed è stata anche sottoscritto nel giugno dell’anno 2016 un contratto di concessione con il concessionario.

    Ad oggi solo Comune di Diamante non ha inteso rispettare le condizioni contrattuali che prevedono la consegna dell’impianto di depurazione.

    Ciò impedisce al concessionario di consegnarsi gli impianti di Orsomarso, Grisolia, Maierà e Buonvicino   visto che gli ultimi tre dovranno “scaricare i reflui in tale impianto”.

    Solo il Comune di Santa Maria del Cedro ha consegnato l’impianto al concessionario che ha l’onere della gestione ordinaria e straordinaria dell’impianto di depurazione comunale e reti fognarie della città del cedro.Il Comune di Diamante ha sempre contrastato la realizzazione del progetto. Addirittura ultimamente ha deliberato in Consiglio delle condizioni che stravolgono il contenuto del contratto. Per tali motivi il Sindaco Ugo Vetere ha diffidato il Comune di Diamante a revocare quel deliberato consiliare entro il 20.07. preannunciando che in difetto trasmetterà gli atti in Procura e al Prefetto.

    Nel corso della riunione   Il Comune di Diamante ha ribadito che intende attenersi al deliberato consiliare, ovvero non intende consegnare il proprio depuratore se non “quando i lavori saranno cantierati”.

    Tutti gli altri Comuni che hanno approvato il progetto, deliberato la consegna degli impianti al concessionario, hanno chiesto il rispetto delle condizioni contrattuali e di concessione.

    Visto l’inadempimento del Comune di Diamante hanno le amministrazioni comunali hanno chiesto alla Regione l’adozione dei dovuti e consequenziali provvedimenti a carico del Comune inadempiente.   Il concessionario Aqua Consult ha ribadito  il rispetto delle condizioni contrattuali ed  ha rilevato che qualora il Comune di Diamante non consegnerà gli impianti o nell’ipotesi in cui la Regione non adotterà i dovuti provvedimenti, nell’impossibilità di poter eseguire ” il contratto” si vedrà costretto ad adire le vie legali.

    l sindaci  hanno dichiarato che resteranno in  attesa della decisioni del Direttore Generale Regionale, riservandosi di denunciare i fatti alla Magistratura Penale, Civile e Contabile .

    Soddisfatto il sindaco Ugo Vetere che ha portato la questione alla Cittadella:  “Un grazie esprimo al Governatore, all’Ing. Pallaria e al Consigliere Regionale Giudiceandrea che da ” giurista” ha evidenziato le inadempienze più volte denunciate poste in essere nella vicenda dall’ente che non vuole rispettare le condizioni esplicitate nel contratto di concessione e le relative conseguenze “. “Da politico ha rimarcato che – ha spiegato Vetere –  le inadempienze dei o del Comune non potranno ricadere sull’ente Regione e sul Governatore che da quando ” regge” la Rrgione ha investito – come da ultimo – ingenti somme ” sostituendosi agli enti – che avrebbero dovuto dotarsi di impianti di depurazione efficienti e funzionanti”.

    Il Consigliere  regionale Giudiceandrea  ha dichiarato che qualora la questione non troverà immediata soluzione porrà la ” questione in tutte le sedi istituzionali e non”.

    Sembrerebbe che dietro l’ostracismo del sindaco di Diamante Gaetano Sollazzo ci sia la mancata consegna dell’impianto consente al Comune di Diamante di affidare senza soluzione di continuità la gestione ad una ditta locale e a garantire una retribuzione di oltre 3000 euro al mese ad un consulente appositamente nominato – esterno – per il controllo del depuratore. E poi ci si chiede il perché del diverso modo di amministrare. Dei motivi e ragione della mancata crescita di un territorio e risoluzione di problemi rilevanti come la depurazione. Diamante la perla del Tirreno.