Come Don Camillo e Peppone

Sulle Ztl di Cosenza si consuma lo scontro istituzionale tra chiesa e amministrazione comunale

« Ecco… ricomincia l’eterna gara nella quale ognuno dei due vuole disperatamente arrivare primo. Però, se uno dei due s’attarda, l’altro aspetta. Per continuare assieme il lungo viaggio fino al traguardo della vita »

Chissà se il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e l’arcivescovo Mons. Nolè sono i nuovi Don Camillo e Peppone.

Certo è che uno scontro istituzionale così forte  tra chiesa e Comune non si era mai viso.

Qualcuno ricorderà le frecciatine tra il sindaco Giacomo Mancini e ìil monsignore dell’epoca ma mai così forti a livello mediatico come oggi.

Oggetto della discordia la Ztl istituita nel centro storico di Cosenza. E bocciata da Mons. Nolè  perché non solo danneggia residenti, associazioni culturali e attività commerciali quanto ” rende difficile svolgere liberamente il Ministero Pastorale che ci e’ stato affidato”. Come è noto la sede della Curia Arcivescovile Cosentina è proprio su Corso Telesio.

Addirittura, dalla Curia paventano una trasferimento della sede dal centro storico perché  è anche difficile “organizzare eventi religiosi”.

“Siamo convinti che il centro storico è bello non solo perché vi sono monumenti e palazzi storici, ma perché vissuto e abbellito da relazioni umane e voglia di non arrendersi che ne costituiscono quotidianamente la bellezza e la grandezza! Viceversa resterebbero palazzi vuoti, monumenti senz’anima, – conclude la nota – che alla fine potrebbero non attirare neppure l’interesse dei turisti, fino ad ora abbastanza vivace e costante”.

Immediata la replica del primo cittadino Mario Occhiuto. Il sindaco scrive una lettera a Mons. Nolè . Spiega le sue ragioni, dettate dalla necessità di rendere salubre e vivibile il centro storico. Occhiuto, per rafforzare la sua scelta, cita anche l’enciclica di papa Bergoglio: “È necessario curare gli spazi pubblici. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici. Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”.

Occhiuto sottolinea che farà di tutto per rendere fruibile il centro storico ai disabili, commercianti e uomini della curia con appositi pass.

Per quanto riguarda un eventuale trasferimento, il sindaco non ci sta e evidenzia: “Risulta davvero incomprensibile il paventato spostamento della sede Episcopale, che ci esporrebbe a reazioni per certi versi ilari: come se il Vaticano dovesse aprire al traffico automobilistico o la sede della Curia fiorentina dovesse trasferirsi dal centro storico a Calenzaro per maggiore facilità di raggiungimento del mezzo privato”.

E nel mentre Chiesa e Stato battibecco i cittadini, commercianti del luogo iniziano a mostrare i primi segni di insofferenza. Le vie del centro storico sono più deserte di prima.

 Don Camillo  diceva: “Peppone è duro come un mulo ma non spara alle spalle dei preti che obbediscono agli ordini di Dio”.