Sanità, l’Istituto è nazionale ma il debito è solo calabrese

L'incredibile vicenda della massa debitoria "conterranea" dell'Inrca

 Pochi giorni fa il consigliere regionale Carlo Guccione aveva sollevato la questione dell’Inrca, L’Istituto nazionale ricovero e cura anziani ha sede principale nelle Marche con altre sedi solo in Lombardia e Calabria, a Cosenza. La Corte dei Conti sottolineando che l’intera massa debitoria dell’istituto è a carico della sede calabrese ha sollecitato di recente in una delibera e nella relazione annuale di mettere in ordine la contabilità, per evitare guai peggiori futuri.

Si legge in delibera: “Il Collegio Sindacale ha specificato che, come anche illustrato dal Direttore Generale nella relazione sulla gestione: “La perdita 2015 è interamente dovuta al sezionale del Por di Cosenza, per il quale, da una parte, si è ancora in attesa della sigla dell’accordo transattivo per il passato e prospettico per il futuro ma dall’altra parte comunque evidenzia, un percorso da parte della Regione Calabria di ristoro, seppur postumo, delle perdite maturate nell’esercizio. Il sezionale della Regione Marche è in leggerissimo utile dovuto ad una assegnazione finale leggermente superiore al necessario (appena 1.233  euro) e comunque sono stati rispettati gli obiettivi di budget di costo e di entrate proprie assegnati mentre il sezionale della Regione Lombardia è in pareggio, anche in questo caso rispettando gli obiettivi assegnati.”

Con la Regione Calabria non è ancora stato chiuso il percorso per la transazione relativa alla copertura delle perdite degli anni precedenti e per l’accordo sul piano di razionalizzazione e sviluppo del Presidio di Cosenza. La Direzione INRCA ha posto in più occasioni la questione ai competenti uffici regionali addivenendo da ultimo ad un riavvio degli incontri con il Direttore del Dipartimento della Regione Calabria per la ripresa dei termini della transazione. L’Istituto ha evidenziato che l’accordo transattivo con allegato piano di razionalizzazione e sviluppo già allegati in precedenti relazioni era già stato valutato come percorribile da parte dei competenti organi tecnici della Regione. In una dinamica comunque positiva, seppur interlocutoria la Regione Calabria, a firma del commissario ad acta, ha emanato i decreti n. 53 del 16 giugno2016 e n. 103 del 28 settembre2016 che hanno ripianato interamente la perdita d’esercizio 2014. Da un punto di vista giudiziale (relativamente al contenzioso avviato dall’Istituto verso la Regione Calabria per le perdite antecedenti al 2005), all’ udienza del 27 gennaio 2016 (Corte di Appello di Ancona appello RG.A. n. 762/2013 interposto dalla Regione Calabria per motivi di giurisdizione) il giudice ha provveduto a fissare l’udienza di precisazione delle conclusioni al 15 maggio 2018 proprio in virtù dell’auspicio fondato di giungere a breve ad un accordo transattivo. L’Istituto ha precisato che relativamente al contenzioso con la Regione Calabria è pendente anche un altro giudizio oltre a quello citato (per perdite maturate nello stesso periodo) e cioè quello pendente dinanzi al Tribunale di Catanzaro di riassunzione di quello già deciso dal giudice di Ancona e che all’udienza del 3 aprile u.s. è stato rinviato per la pendenza di trattative al 20 novembre p.v. In sede di contraddittorio, è stato chiesto alla Regione Marche un aggiornamento sugli sviluppi dell’accordo transattivo con la Regione Calabria. La Regione Marche, con nota prot. 483447 del 3 maggio 2018, ha comunicato che provvederanno all’aggiornamento una volta conclusa l’istruttoria da parte del Ministero dell’Economia e Finanze, in corso di svolgimento. Di sollecitare, pertanto, la pronta definizione degli accordi in itinere con la Regione Calabria evidenziandosi, ancora una volta, la necessità di idonee misure correttive volte a ricondurre la gestione corrente del suddetto Por ad un equilibrato rapporto tra costi e valori della produzione”.