Brancati bocciato anzi no, promosso

Nello stesso momento in cui Oliverio scrive la lettera in cui gli chiede di dimettersi il dipartimento regionale (e Scura) prendono atto dei miglioramenti all’Asp di Reggio e fissano i nuovi obiettivi da raggiungere (con Brancati, ovviamente)

Chissà se ha qualcosa a che fare, il “caso Brancati” di questi giorni, con alcune prestazioni (e quindi fatture) che il dg dell’Asp di Reggio preferisce non “guardare”, non transitare in ragioneria a differenza di quanto non accaduto in passato. Spifferi dello Stretto (con sconfinamenti fino alla Locride) raccontano di un direttore generale non più, e non sempre, accomodante e disposto al buon umore come un tempo con i conterranei. Sarà anche per questo, forse, se ad un certo punto qualcuno da Catanzaro gli ha suggerito di cambiare aria e di partecipare alla selezione pubblica per diventare direttore generale del dipartimento regionale della Sanità, dopo la clamorosa rinuncia di Zito. E chissà se in tutto questo può azzeccarci qualcosa proprio il buon Scura, che pare abbia messo sotto torchio alcune scelte dei privati nel corso di una seduta di commissione regionale Sanità di una decina di giorni fa. Il commissario, e qui siamo a spifferi di Palazzo invece, avrebbe “cazziato” alcuni privati per la costante e seriale e funzionale messa in difficoltà del servizio sanitario pubblico. Ricordate la storiella delle tac e delle risonanze e delle radiografie che sono sempre fuori uso tra Locri e Polistena (ospedali) così ognuno poi sa bene dove andare a farsele privatamente?
Chissà se un pezzetto di ognuna di queste “anomalie” ha qualcosa a che fare con il nuovo “caso Brancati”. Il super candidato (dopo la ritirata di Zito) per la poltrona di direttore generale del dipartimento Salute, previo bando pubblico e aperto ovviamente (dopo che lo stesso Brancati era stato considerato non idoneo per una selezione tra interni). Certo è che negli ultimi giorni il dg di Reggio (che ai tempi della militanza dirigenziale medica di Locri s’è dovuto beccare pure una indagine della magistratura per presunta non curanza adeguata di alcuni pazienti, assieme ad altri) è tornato sulla scena. Prepotentemente, ammesso che ne sia mai uscito per davvero. Ce lo ha rispedito alla svelta proprio Mario Oliverio, il governatore. Che con carta e penna e calamaio gli ha chiesto “gentilmente” di dimettersi dal vertice dell’Asp di Reggio per manifeste inefficienze di gestione. Una lettera severa, e una richiesta non alienabile. Da retroscena morboso e paranoico la lettura di Sapia (Cinquestelle). Oliverio lo rimuove alla svelta da Reggio per portarlo poi al dipartimento a Catanzaro. Se è per questo c’è pure chi sostiene che intanto occorre allontanarlo da Reggio (perché s’è messo di traverso per alcune “cose”) e che il resto poi si vedrà. Ma sono, appunto, scene che stanno dietro e quindi emisfero inesplorabile. Perché se si sta ai fatti, invece, la lettera di Oliverio altro non è che una sonora bocciatura. La sua però, di Oliverio. Solo la sua. E già perché proprio nello stesso momento in cui lo “sentenzia” di inadeguatezza per quanto riguarda l’Asp di Reggio, chiedendone quindi le inevitabili dimissioni, il dipartimento invece (e Scura) prendono atto dei miglioramenti dell’Asp stessa (sotto la gestione Brancati) così da fissare i nuovi obiettivi. Della serie, andiamo avanti. Promosso proprio mentre viene bocciato, quindi. O, se preferite, bocciato proprio mentre viene promosso. Basta cambiare “professori” e il giudizio, su Giacomino Brancati, diventa “portatile”…
I.T.