Qualcuno salvi Oliverio dalle catene di fine mese

I giorni passano e la "minaccia" metaforica del governatore contro il governo, a proposito del commissariamento della sanità, è costretta a concretizzarsi. E non gli vuole bene chi non la smorza e si dichiara al suo fianco...

Beatrice Lorenzin e Mario Oliverio

Giustamente Mario Oliverio ha fatto e sta facendo di tutto per rendere più metaforiche possibili le catene che ha scadenzato per fine mese così come ha provato a spiegare che il termine dato al governo è più simbolico che reale però, agli atti persino reiterati, restano le catene in quanto tali e il 30 novembre inteso come fine del mese. E fintanto che non interverranno reali controdeduzioni e concrete rettifiche è chiaro che a fine mese, se Scura sarà ancora al proprio posto come tutto lascia intendere che così sarà, Mario Oliverio sarà davvero costretto ad incatenarsi a fine mese. Con tutto quello che questo significa anche in termini di satira improvvisata perchè non è facile immaginare nel cuore della notte e in probabile inverno un uomo navigato come Oliverio con le catene addosso. E sotto Palazzo Chigi. Man mano che passano i giorni si va facendo strada la chiave di lettura che Oliverio l’ha forzata la cosa, tanto fine mese era lontana. E poi si vede, nel senso che provocazione politica era e i mezzi per rientrare si sarebbero trovati. E invece niente, mancano ormai una decina di giorni a la “minaccia” peraltro reiterata non solo resta valida ma nessuno ha fatto niente per ricondurla, anche a tutela di Oliverio, nel giusto alveo della provocazione metaforica. Non ha certo giocato un ruolo positivo in tal senso chi ha annunciato di sostenere le catene di fine mese a fianco di Oliverio. Tutt’altro, ha finito per isolarlo del tutto. E chi doveva dire la parola giusta, altolocata, non l’ha detta fin qui con l’inevitabile risultato d’aver consegnato Oliverio al suo destino anche beffardo, le fredde catene di fine mese. Qualcuno porrà fine a questa ridicola clessidra? Qualcuno che vuol davvero bene a Oliverio dev’esserci da qualche parte.