Edilizia sociale, il Tar spegne la musica al “ballo del mattone”

Sospeso clamorosamente il decreto regionale che consentiva alle imprese beneficiarie la rimodulazione dell'offerta volumetrica e anche il cambio dei siti dove costruire gli alloggi popolari. “Danzano” più di 150 milioni di euro...

Edilizia sociale, il Tar sospende il decreto del dirigente generale del Dipartimento n. 6 infrastrutture, lavori pubblici, mobilità, del luglio scorso e rinvia all’amministrazione regionale eventuale rivalutazione fissando altrimenti la data per l’udienza di merito per il 19 luglio 2018. Tale decreto riguarda l’attuazione della legge regionale n. 27 del 05 luglio 2017: indicazioni operative in merito alle norme di indirizzo per i programmi regionali di edilizia sociale.

Il nodo cruciale del contenzioso è la retroattività di tale modifica alla legge regionale attuata a luglio scorso, codificata nel decreto di istruzioni operative ora sospeso dal Tar. Insomma una gran brutta da pelare per la Regione targata Oliverio in un settore nevralgico come l’edilizia sociale. Rimodulare gli interventi e delocalizzarli, come da modifica alla legge regionale, insomma, non basta, perché il bando da oltre 150 milioni di euro risale ad alcuni anni fa e la modifica per i giudici non chiarisce bene i termini riguardanti l’ammissibilità o l’inammissibilità delle richieste di rimodulazione e delocalizzazioni degli interventi. Il nodo resta da chiarire perché per i giudici il provvedimento non motiva adeguatamente i termini della vicenda. Questa la sentenza di ieri da parte del Tar:

“Sul ricorso numero di registro generale 885 del 2017, integrato da motivi aggiunti, proposto da:  S.I.M.E.A. Srl, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Giuseppe Leporace, Agostino Conforti, con domicilio eletto presso lo studio Luigi Pallone in Catanzaro, via B. Citriniti N. 5;  contro Regione Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Giuseppe Naimo, con domicilio eletto presso il suo studio in Catanzaro, Cittadella Regionale; per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: Atto di Trasposizione di Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da S.I.M.E.A. SRL il 25\10\2017 : Impugnativa Decreto Dirigente generale n. 7626 del 13/07/2017 ed ulteriori atti ad esso connessi e consequenziali  Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Calabria e di Le Tre Provincie” Società Cooperativa Edilizia; Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;Ritenuto che, fermo il carattere cautelare dell’accertamento in atto, la legge sopravvenuta non appaia applicabile ai procedimenti introdotti in data antecedente alla introduzione del procedimento amministrativo (Cons. St. 4453/2016);ritenuto che il provvedimento originario appaia privo di adeguata motivazione non indicando le ragioni in base alle quali la richiesta di delocalizzazione non sarebbe ammissibile (Cfr. Tar Calabria Catanzaro 303/2017), fermi e salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione; ritenuto che, stante la peculiarità del giudizio e la sussistenza di orientamenti non unanimi, sussistono elementi per compensare le spese di lite tra le parti P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) accoglie il ricorso cautelare e, per l’effetto, sospende il provvedimento impugnato, rinviando all’amministrazione per la rivalutazione dell’istanza sulla base della motivazione della presente sentenza; compensa le spese della sentenza cautelare. Rinvia per la trattazione del merito all’udienza del 19.7.2018”.