Diga sul Melito, la vergogna di Calabria

    Con 90 milioni già spesi in oltre 26 anni di lavori ancora è al 10% della realizzazione

    In Calabria il record delle oper incompiute nel settore idrico ma la vergogna assoluta spetta di diritto alla diga sul Melito, che con 90 milioni già spesi in oltre 26 anni di lavori ancora è al 10% della realizzazione.
    Tutto questo nonostante un’opera del genere sarebbe di fondamentale importanza per la Calabria vista la siccità continua e  in aumento esponenziale negli ultimi anni. Se ne discute ovunque ma nulla sembra poter sbloccare concretamente la situazione.
    Un progetto immenso, che avrebbe dovuto dar vita ad un invaso capace di fornire acqua potabile a mezzo milione di cittadini calabresi, produrre energia elettrica e costituire una meta turistica al pari di altri invasi artificiali in Calabria.
    Se ne parla da più di mezzo secolo ed il progetto fu finanziato già 30 anni fa con oltre 500 miliardi di vecchie lire.
    Avevano addirittura stampato le cartine geografiche della Calabria con già disegnato il Lago Azzurro, che avrebbe preso vita dalla costruzione della Diga. Sono passati 30 anni, sono stati spesi soldi pubblici per iniziare i lavori, di cui soltanto il 10% ad oggi sono stati completati. Il Consorzio di Bonifica IonioCatanzarese (a cui fu affidata la gestione dell’appalto) è stato più volte al centro di aspre polemiche relative alla prosecuzione ed alla gestione dei lavori, su cui è in corso un’indagine portata avanti dal Sostituto Procuratore Domenico Guarascio.
    Poi ancora: problemi tecnici relativi al progetto che hanno portato la Astaldi S.p.a. a rifiutare l’appalto, cittadini espropriati dalle proprie case (nel progetto sommerse dall’invaso) e che dopo 20 anni ancora continuano ad abitarle.
    Insomma, la Diga sul Melito non è solo una nobilissima incompiuta, ma è sinonimo di malapolitica e gestione clientelare degli appalti. Il silenzio assordante delle istituzioni sulla necessità di proseguire i lavori sulla diga, ha spinto il Deputato del MoVimento Cinque Stelle Paolo Parentela a presentare un’interrogazione scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Ministro dell’Ambiente, per far luce sull’annosa vicenda che tiene col fiato sospeso i cittadini dei comuni interessati dalla sua costruzione.