Ambiente, Ferrara: Ue conferma criticità depurazione Calabria

“La Commissione europea conferma le condizioni preoccupanti del sistema delle acque reflue urbane in Calabria e la lentezza degli interventi sugli impianti di depurazione, criticità  che hanno un impatto diretto sulla qualità delle acque di balneazione nella regione”. Nella risposta all’interrogazione dell’europarlamentare Laura Ferrara, la Commissione evidenzia di essere a conoscenza di come in Calabria la qualità  delle acque di balneazione sia regredita rispetto all’anno precedente.

“Nella mia interrogazione – evidenzia Ferrara – facevo particolare riferimento al caso di Reggio Calabria che rischia il divieto di balneazione permanente. Il Rapporto annuale Arpacal, relativo ai rilievi del 2017, classifica come “scarsa” la qualità delle acque in 11 punti della città dello Stretto per il quarto anno consecutivo. La grave situazione non si limita alla sola Reggio Calabria, sono diversi i punti regionali in cui la qualità è  immutata o addirittura regredita rispetto l’anno precedente, ciò  dimostra tutte le inefficienze del sistema depurativo regionale, considerato che i prelievi si effettuano spesso nei pressi degli scarichi degli impianti di depurazione. Secondo quanto mi comunica la Commissione, nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) la Regione Calabria ha speso oltre 85 milioni di euro nel settore del trattamento delle acque reflue per il periodo di programmazione 2007-2013, e per il periodo 2014-2020 ha in programma di spenderne altri 50″.

“Piu’ volte – prosegue – ho denunciato la poca trasparenza e l’inefficienza della spesa degli oltre un miliardo di euro destinato alla Calabria sin dal 2000 – continua -, per l’efficientamento del comparto depurativo. La Calabria conta infatti 13 agglomerati non conformi nella sentenza del 31 maggio del 2018 che deferisce l’Italia a pagare una multa di 25 milioni di euro piu’ 30 milioni per ogni semestre di ritardo nel completamento dei lavori. In conclusione la Commissione europea ritiene sufficienti le ammende e gli incentivi economici per la risoluzione del problema. Alla luce dei fatti e date le annose criticita’ calabresi, bisogna purtroppo constatare invece – dice Ferrarache queste misure non hanno avuto alcun effetto sulla mala gestione del sistema depurativo da parte della Regione mentre avranno un effetto diretto sulle tasche dei contribuenti. Nel frattempo altri fondi pubblici, oltre quelli comunitari, sono gia’ stati destinati ai Comuni per i lavori sugli impianti e sui quali manterremo alta l’attenzione”.